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RIPARTIRE DA NOI PER COSTRUIRE QUALCOSA DI PIU' GRANDE

Pubblicato su da AlBe


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'Primum vivere, deinde philosphari'. Con questo motto Bettino Craxi riuscì a rilanciare il partito socialista all'inizio della sua segreteria. Con le dovute proporzioni è la sfida che ci attende oggi.
Il Psi deve esistere, rafforzare la sua organizzazione, deve difendere la sua autonomia e poi potrà incidere nelle alleanze, disegnare scenari, determinarli e non subirli in una fase storica di radicali cambiamenti, che dovrà necessariamente vedere le forze del centro sinistra impegnate nella interpretazione delle nuove sfide con i nuovi assetti determinati dagli accadimenti delle ultime settimane.
Come stabilito nel corso della ultima segreteria nazionale, il 'primum vivere' si articolerà, nelle prossime settimane, in tre passaggi ed in una missione che li dovrà caratterizzare tutti. 
Compito di tutto il gruppo dirigente sarà quello di lavorare alla Conferenza Programmatica, alla presenza nelle elezioni amministrative ed infine al lancio della scuola di formazione politica 'Carlo Tognoli'. 
Sono passaggi organizzativi che dovremo, con la nostra passione e cultura, caricare di politica e di spirito riformista.
Siamo già a lavoro da mesi per la nostra Conferenza programmatica che pensiamo debba essere diversa dalle altre. Magari itinerante, può essere un viaggio fra i comuni perchè è nei comuni che è nato il socialismo. Da li ripartiremo. 
La costituzione di gruppi consiliari a Genova ed a Roma, i più recenti, è in linea con una attività di radicamento sui territori. In ogni comune c'è una presenza socialista, in ogni comune mettiamo in campo idee e proposte. 
La Conferenza programmatica, da Nord a Sud, sarà un viaggio con i compagni che ogni giorno, e fra mille sacrifici, coltivano impegno e contribuiscono alla costruzione di progetti riformisti. Sarà l'occasione per proporre un nuovo municipalismo, per rilanciare la Grande Riforma del Paese che parta dal sistema delle autonomie locali. Sarà l'occasione per leggere i territori con le difficoltà di chi li vive, delle famiglie e delle imprese.
Di pari passo lavoreremo per affrontare le prossime elezioni amministrative. Si voterà in molti centri ed a Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. L'obiettivo al quale tutti dobbiamo contribuire sarà quello di provare a mettere il garofano sulla scheda elettorale. Dovremo farlo nei grandi comuni, dove la presenza assumerà un significato politico nazionale, e nei centri meno grandi ma strategici. I numeri del tesseramento appena concluso, siamo in crescita, ed il fermento di tante federazioni ci inducono ad essere ottimisti. 
Ed in questo scenario la nascita della scuola di formazione politica 'Carlo Tognoli' ci potrà solo aiutare. Sarà utile per incontrare tanti compagni, per coinvolgere significative personalità, per ripartire dalla lezione di Milano che è quella del socialismo 'autonomista e riformista'. 
Saremo 'eretici' perchè dovremo avere l'ambizione di coinvolgere tanti giovani e molti amministratori locali per appassionarli al metodo dello studio e dell'approfondimento. Perchè contrapporremo la cultura di governo alla illusione del populismo. 
Concentrati su questi passaggi, verificheremo anche le alleanze nell’alveo di un centro sinistra in profonda crisi ed in progressivo mutamento. Le affronteremo e ci arriveremo dopo aver impegnato il nostro tempo su temi programmatici più seri, le costruiremo senza essere prigionieri di inutili alchimie, senza essere pedine di giochi strumentali. 
Ci arriveremo dopo aver misurato la nostra capacità organizzativa e le forze politiche su temi decisivi.
I mesi che arriveranno saranno carichi di trasformazioni, il Paese dovrà affrontare passaggi cruciali ed i socialisti italiani dovranno far sentire la loro voce e costruire percorsi coerenti con i nostri valori e con le idee che, nel frattempo, avremo messo in campo.
Le sfide che il nuovo Governo si accinge ad affrontare, come abbiamo scritto nel documento finale della nostra segretaria, assumono una portata epocale per far fronte alla tragedia della pandemia e alle connesse ricadute di carattere economico-sociale. Noi socialisti riteniamo che esistano le condizioni più adatte per affrontare con efficacia e superare con coraggio questa crisi ed inaugurare un diverso destino all’Italia. 
Abbiamo garantito, per questo, 'una linea di credito' al Governo Draghi. Lo abbiamo fatto nonostante i dubbi circa la partecipazione di forze troppo diverse fra loro.
Ci confronteremo con gli alleati e con tutte le forze politiche sulle idee per l'utilizzo dei fondi del Next Generation, l’unica e ultima speranza di rilancio sociale ed economico della nostra nazione.
I prossimi provvedimenti del Governo dovranno contenere importanti aiuti economici ai settori commerciali e industriali ancora in difficoltà a causa del protrarsi della pandemia, dovranno introdurre nuove misure per la tutela del lavoro, per il rilancio della scuola. Parleremo di alleanze con chi sarà in sintonia con noi nel sostegno al mondo della scuola, della cultura, dei giovani e, più in generale, delle nuove professioni. 
Non ha senso, oggi, costruire perimetri e recinti. Noi abbiamo la nostra casa ed intendiamo parlare di politica, siamo disponibili ad alleanze ma perchè vivano su basi solide.
Il Partito democratico è in crisi e sconta il peccato originale - che abbiamo sempre contestato - di una fusione a freddo, o, per dirla con Ugo Intini, di un compromesso storico bonsai. I cantieri liberali e democratici stentano a decollare a causa degli eccessivi personalismi che ne impediscono la definizione e della eccessiva parcellizzazione in un arcipelago di differenziazioni non fondate su idee e programmi.
Dovremo ripartire e confrontarci con le forze che rappresentano la tradizione viva del riformismo italiano, nostre interlocutrici. A tutti sarà richiesto non soltanto un posizionamento politico anti populista, ma il compito di mettere in campo un serio progetto per il Paese, volgendo lo sguardo prima di tutto alla prospettiva di vita e di lavoro delle giovani generazioni. Sarà questo il terreno di confronto tra le forze europeiste, democratiche, liberali, socialiste ed ambientaliste. 
La vecchia suggestione dell’orizzonte eco-socialista, che i socialisti per primi lanciarono e declinarono nel corso del congresso di Rimini del 1987, trova oggi nell’impegno contro le diseguaglianze sociali, nelle politiche per il miglioramento della qualità di vita delle persone, nelle nuove sfide a difesa dell’ambiente e nella transizione ecologica, i punti cardinali di un rinnovato cantiere che dovrà avviarsi tra le forze del riformismo italiano.
Ne discuteremo nelle prossime settimane con i nostri dirigenti. Ed allora compagni 'primum vivere' - e siamo in grado di farlo bene - e 'deinde philosphari' con chi avrà dimostrato sintonia con l'agenda riformista.

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